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Arte povera

Aggiornato il 3 ottobre 2026

L'arte povera è il movimento artistico italiano nato alla fine degli anni Sessanta, i cui esponenti — tra gli altri Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Giulio Paolini, Gilberto Zorio e Mario Merz — vengono quasi tutti da Torino.[1][2]

Il nome

Il termine fu coniato dal critico Germano Celant nel 1967, in occasione della mostra alla galleria La Bertesca di Genova, e lo stesso anno Celant pubblicò su «Flash Art» il manifesto «Arte povera. Appunti per una guerriglia».[1][3] Già nell'aprile 1967 la GAM di Torino aveva esposto nel Museo sperimentale opere dei futuri poveristi.[4]

Torino

A Torino ebbero un ruolo decisivo le gallerie di Gian Enzo Sperone e di Christian Stein, e il Deposito d'Arte Presente, promosso tra il 1967 e il 1969 dal collezionista Marcello Levi; il 19 gennaio 1968 Mario Merz aprì la sua personale alla galleria Sperone.[2][4][5] Nel 2000 oltre venti opere della collezione di Margherita Stein sono entrate alla GAM e al Castello di Rivoli tramite la Fondazione CRT.[4]

Oggi

Giovanni Anselmo, nato a Borgofranco d'Ivrea nel 1934 e Leone d'oro a Venezia nel 1990, è morto a Torino il 18 dicembre 2023.[6] Dal luglio 2026 il Castello di Rivoli presenta i capolavori della sua collezione di arte povera in sale monografiche dedicate a ciascun artista.[7]

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Fonti

  1. Treccani
  2. Castello di Rivoli — 1 novembre 2023
  3. Castello di Rivoli
  4. Castello di Rivoli
  5. Fondazione Merz
  6. swissinfo — 18 dicembre 2023
  7. Castello di Rivoli

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