Arte povera
L'arte povera è il movimento artistico italiano nato alla fine degli anni Sessanta, i cui esponenti — tra gli altri Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Giulio Paolini, Gilberto Zorio e Mario Merz — vengono quasi tutti da Torino.[1][2]
Il nome
Il termine fu coniato dal critico Germano Celant nel 1967, in occasione della mostra alla galleria La Bertesca di Genova, e lo stesso anno Celant pubblicò su «Flash Art» il manifesto «Arte povera. Appunti per una guerriglia».[1][3] Già nell'aprile 1967 la GAM di Torino aveva esposto nel Museo sperimentale opere dei futuri poveristi.[4]
Torino
A Torino ebbero un ruolo decisivo le gallerie di Gian Enzo Sperone e di Christian Stein, e il Deposito d'Arte Presente, promosso tra il 1967 e il 1969 dal collezionista Marcello Levi; il 19 gennaio 1968 Mario Merz aprì la sua personale alla galleria Sperone.[2][4][5] Nel 2000 oltre venti opere della collezione di Margherita Stein sono entrate alla GAM e al Castello di Rivoli tramite la Fondazione CRT.[4]
Oggi
Giovanni Anselmo, nato a Borgofranco d'Ivrea nel 1934 e Leone d'oro a Venezia nel 1990, è morto a Torino il 18 dicembre 2023.[6] Dal luglio 2026 il Castello di Rivoli presenta i capolavori della sua collezione di arte povera in sale monografiche dedicate a ciascun artista.[7]
Pagine che rimandano qui
- Castello di Rivoli
- Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
- Installazione di un'opera di Mario Merz all'Istituto Nazionale Oncologico di Candiolo (settembre 2026)
- «Doppio igloo di Porto» di Mario Merz installato all'Istituto di Candiolo (settembre 2026)
Fonti
- Treccani
- Castello di Rivoli — 1 novembre 2023
- Castello di Rivoli
- Castello di Rivoli
- Fondazione Merz
- swissinfo — 18 dicembre 2023
- Castello di Rivoli