Allarme energia di CNA Piemonte del 25 ottobre 2026

Aggiornato il 1 novembre 2026

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Il 25 ottobre 2026 CNA Piemonte ha diffuso un'elaborazione sui costi energetici per il 2026, stimando che la spesa complessiva di famiglie e imprese italiane per carburanti, elettricità e gas potrebbe raggiungere 206 miliardi di euro, superando i livelli della crisi energetica del 2022. L'associazione ha segnalato che il tessuto produttivo piemontese, caratterizzato da una presenza diffusa di micro e piccole imprese artigiane, risulta particolarmente esposto a questo scenario [1].

Le proiezioni

Secondo le elaborazioni di CNA, nell'ipotesi di un incremento medio del 20% dei prezzi finali rispetto al 2025, la spesa nazionale salirebbe dagli oltre 172 miliardi del 2025 a circa 206 miliardi, con un aggravio superiore a 33 miliardi di euro. Per le famiglie l'aumento medio sarebbe di oltre 500 euro annui, mentre per le imprese il maggior costo medio supererebbe i 4.500 euro. In uno scenario più contenuto, con un incremento del 10% dei prezzi di elettricità e gas e prezzi dei carburanti stabili, la spesa complessiva raggiungerebbe circa 195 miliardi di euro; con aumenti del 30% il conto potrebbe arrivare a 217 miliardi [1].

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda i carburanti: nei primi otto mesi del 2026, a livello nazionale, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, mentre la relativa spesa è aumentata del 12,6%. Se questa tendenza proseguisse, il conto annuale di benzina e gasolio salirebbe da 66,6 a 74,4 miliardi di euro [1].

Le dichiarazioni di CNA Piemonte

Il presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio, ha dichiarato che per le imprese artigiane piemontesi il costo dell'energia non è soltanto una voce di bilancio, ma una questione di competitività e tenuta economica, citando come esempi le attività manifatturiere, la meccanica, l'agroalimentare, le lavanderie e i panifici. Genovesio ha osservato che ogni aumento sottrae risorse agli investimenti e all'innovazione, e che le micro e piccole imprese hanno margini di manovra più limitati rispetto alle grandi aziende nell'assorbire le oscillazioni dei prezzi [1].

Il segretario regionale di CNA Piemonte, Delio Zanzottera, ha affermato che la transizione energetica deve diventare uno strumento per ridurre i costi delle imprese e non un ulteriore onere, esprimendo sostegno alla proposta di istituire, nella prossima legge di bilancio, un fondo da un miliardo di euro all'anno destinato ai piccoli impianti fotovoltaici per l'autoproduzione delle micro e piccole imprese, con procedure semplici, incentivi adeguati e strumenti finanziari sostenibili [1].

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Fonti

  1. TorinoOggi — 25 ottobre 2026

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