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Indagine Cna Piemonte sulle bollette energetiche delle piccole imprese (settembre 2026)

Aggiornato il 4 ottobre 2026

Il 19 settembre 2026 la Cna Piemonte ha diffuso i risultati dell'indagine "Energia e piccole imprese", realizzata su un campione rappresentativo di aziende associate di diversi settori produttivi. Lo studio fotografa l'impatto dei rincari energetici sul tessuto produttivo regionale, composto in gran parte da micro e piccole imprese.[1][2]

I dati dell'indagine

Secondo i risultati, negli ultimi sei mesi il 76,5% delle piccole imprese ha visto aumentare la propria bolletta energetica. Tra le aziende interessate dai rincari, quasi due su tre hanno registrato incrementi superiori al 10%, e l'84% considera ormai il costo dell'energia una componente rilevante della propria attività.[1][2]

Il 56,8% delle imprese dichiara di assorbire gli aumenti attraverso una riduzione dei propri margini di profitto, mentre solo il 20,4% riesce a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi praticati ai clienti. Il 78,2% degli intervistati considera preoccupanti le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, e per l'86,7% il livello di allarme legato ai costi dell'energia è aumentato nell'ultimo anno.[1][2]

Le dichiarazioni di Cna Piemonte

Il presidente di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio, ha dichiarato che "il conto dell'energia lo stanno pagando direttamente le imprese" e che "ogni euro in più speso in bolletta è un euro che rischia di non andare in un nuovo macchinario, nell'innovazione, nell'assunzione di una persona o nello sviluppo dell'impresa". Genovesio ha sottolineato come in un Piemonte con forte vocazione manifatturiera l'energia non debba diventare "un freno permanente alla competitività".[1][2]

Genovesio ha inoltre evidenziato le difficoltà di programmazione legate alla volatilità dei mercati: "Un'impresa può affrontare un costo, ma difficilmente può programmare nell'incertezza. Se non sai quanto ti costerà produrre tra tre o sei mesi, formulare un preventivo o decidere un investimento diventa una scommessa al buio".[2]

Le richieste dell'associazione

Cna Piemonte ha chiesto il passaggio da una logica di misure emergenziali a una politica industriale strutturale, con interventi su trasparenza del mercato, prevedibilità dei costi e riduzione dell'esposizione delle imprese alla volatilità dei prezzi energetici. Tra le priorità indicate figurano anche strumenti di tutela accessibili alle piccolissime realtà artigiane e manifatturiere.[1][2]

Articoli collegati: Cna Piemonte, Tre piccole imprese piemontesi su quattro segnalano l'aumento delle bollette energetiche

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Fonti

  1. ANSA Piemonte — 19 settembre 2026
  2. TorinoOggi — 19 settembre 2026

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