ASL CN1
L'ASL CN1 è l'Azienda Sanitaria Locale che eroga i servizi sanitari pubblici in un'ampia area della provincia di Cuneo, comprendente, tra gli altri, i territori della Valle Po, della Valle Bronda e della Valle Infernotto. Tra le strutture dell'azienda figurano le Case di Comunità di Saluzzo, attiva presso il Presidio ospedaliero in via Spielberg 58, e di Verzuolo, in piazza Willy Burgo 4.[1][2]
La carenza di medici di famiglia nel 2026
Tra il 25 e il 30 ottobre 2026 cessano l'attività due medici di medicina generale operanti nel territorio dell'ASL CN1: il primo a Bagnolo Piemonte il 25 ottobre, il secondo a Sanfront e Rifreddo il 30 ottobre. La cessazione si aggiunge a una carenza di medici di famiglia già presente nell'ambito territoriale.[1][2]
Per far fronte alla situazione, l'ASL CN1 dispone un servizio temporaneo rivolto agli utenti rimasti senza Medico di Assistenza Primaria, da utilizzare esclusivamente per necessità indifferibili. I residenti di Bagnolo Piemonte e Barge sono indirizzati alla Casa di Comunità di Saluzzo; quelli di Crissolo, Envie, Gambasca, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Paesana, Revello, Rifreddo e Sanfront alla Casa di Comunità di Verzuolo. L'accesso alle due strutture è previsto dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni prefestivi e festivi, dalle 8 alle 20, previa presentazione della documentazione sanitaria. L'ASL CN1 precisa che il Distretto sta lavorando per individuare una soluzione definitiva e annuncia ulteriori comunicazioni.[2]
L'appello dei sindaci
Il 4 novembre 2026 quattordici sindaci dei Comuni della Valle Po, Bronda e Infernotto firmano un appello congiunto indirizzato all'ASL CN1, in risposta al comunicato con cui l'azienda aveva annunciato l'attivazione temporanea delle Case di Comunità. I primi cittadini ringraziano per la misura ma la giudicano insufficiente e non sostenibile per chi vive in montagna, a causa delle lunghe distanze da percorrere su strade strette e tortuose, rese talvolta pericolose dalla neve e dal ghiaccio in inverno, e della scarsità di trasporti pubblici.[1]
Nel documento i sindaci chiedono all'ASL CN1 la nomina in tempi certi di sostituti o incarichi provvisori per i posti vacanti, il ritorno dell'assistenza vicino ai cittadini tramite ambulatori periodici nei paesi della media e alta valle, medici a rotazione, telemedicina e infermieri di famiglia e comunità, e un impegno presso la Regione Piemonte per rendere più attrattiva la professione medica nelle zone disagiate. I Comuni dichiarano inoltre la disponibilità a mettere a disposizione locali per ambulatori e supporto logistico.[1]
Cronologia
- — Quattordici sindaci della Valle Po, Bronda e Infernotto firmano un appello all'Asl Cn1 per una soluzione stabile alla carenza di medici di famiglia nelle aree montane, dopo l'attivazione provvisoria delle Case di Comunità di Saluzzo e Verzuolo. → Eco del Chisone Cuneo24
Articoli collegati: Appello dei sindaci della Valle Po, Bronda e Infernotto per i medici di famiglia
Fonti
- Eco del Chisone — 2026-11-04
- Cuneo24 — 2026-11-05