Udienza d'appello del processo Sovrano del 12 ottobre 2026
Il 12 ottobre 2026 si tiene alla Corte d'appello di Torino l'ultima udienza, prima della sentenza, del processo d'appello conosciuto come processo Sovrano. Il procedimento riguarda 16 imputati tra attivisti di Askatasuna, del movimento No Tav e dello Spazio Popolare Neruda, ai quali la procura della Repubblica di Torino contesta il reato di associazione a delinquere [1][2].
Origine del processo
Il procedimento nasce dai disordini avvenuti durante il corteo del 31 gennaio, organizzato a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. In primo grado erano state inflitte 18 condanne, ma solo per reati minori e con pene contenute [1][2].
L'udienza del 12 ottobre
Nell'udienza del 12 ottobre 2026, l'ultima prevista prima della pronuncia della sentenza d'appello, la procura mantiene l'accusa di associazione a delinquere nei confronti dei 16 imputati [1][2].
Il contesto delle indagini sul corteo del 31 gennaio
Pochi giorni prima dell'udienza, la polizia di Stato ha eseguito perquisizioni domiciliari in diverse città italiane nei confronti di militanti antagonisti indagati per gli episodi avvenuti durante il corteo del 31 gennaio. Il pubblico ministero Paolo Scafi aveva richiesto 19 misure cautelari, con l'accusa più grave di tentato omicidio, riferita all'episodio in cui un militante avrebbe appiccato fuoco a un mezzo della polizia mentre un agente si trovava a bordo. Nel corso della manifestazione risultarono feriti 103 appartenenti alle forze dell'ordine, uno dei quali aggredito a calci e martellate dopo il furto del casco e dello scudo [1][2].
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Fonti
- Quotidiano Piemontese — 12 ottobre 2026
- Il Torinese — 12 ottobre 2026