Stati Generali del Vino di Pollenzo (2026)

Aggiornato il 2 novembre 2026

Gli Stati Generali del Vino sono un'iniziativa di confronto sul settore vitivinicolo piemontese, convocata venerdì 30 ottobre 2026 all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo da Cia Agricoltori Italiani del Piemonte e della Valle d'Aosta. L'incontro ha riunito istituzioni, mondo della ricerca, organizzazioni professionali e produttori del territorio regionale, con l'obiettivo di impostare una programmazione che guardi almeno ai prossimi dieci anni [1][2].

Gli interventi

Ad aprire i lavori è stato il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d'Aosta, Gabriele Carenini, che ha descritto una fase complessa per la viticoltura, segnata dal calo dei consumi, dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dal cambiamento climatico, indicando la necessità di nuovi strumenti di confronto e di una visione di medio e lungo periodo [1][2].

Tiziana Sarnari, responsabile dell'Ufficio Indicazioni Geografiche di Ismea, ha tracciato un quadro del settore: l'Italia mantiene la leadership mondiale nella produzione vitivinicola e nell'export in volume, ma affronta una contrazione strutturale dei consumi e della produzione a livello globale, con crescita dei vini bianchi, degli spumanti e delle produzioni a indicazione geografica e pressioni competitive sui vini di fascia media. Per il Piemonte, seconda regione italiana per valore economico delle Indicazioni Geografiche con circa 1,8 miliardi di euro, Sarnari ha indicato enoturismo, esperienzialità, vendita diretta e comunicazione verso le giovani generazioni come leve per il futuro [1][2].

Michele Fino, docente dell'Università di Pollenzo, ha illustrato le potenzialità delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) per rendere la viticoltura più resiliente, oltre al tema dei vini dealcolati e a bassa gradazione e alle sperimentazioni in corso in Piemonte. Fino ha sostenuto la necessità di un'educazione al consumo consapevole, riassunta nel concetto di «bere meno ma meglio» [1][2].

Domenico Mastrogiovanni, responsabile nazionale di settore di Cia, ha affermato che il comparto deve reagire alla fase di incertezza con capacità di adattamento, sintetizzata nella frase «Non serve la rivoluzione, ma l'innovazione». Ha richiamato l'importanza del Pacchetto Vino promosso da Cia, la valorizzazione dell'enoturismo in strategie territoriali condivise e le opportunità offerte dalla riforma delle Indicazioni Geografiche [1][2].

Fonti

  1. Stati Generali del vino: “Serve innovazione” (FOTO) — Obiettivo News, 1 novembre 2026
  2. Stati generali del vino, CIA Piemonte disegna la mappa per il futuro del settore: “Non serve la rivoluzione, ma l’innovazione” — IdeaWebTv, 2 novembre 2026

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