Sparatoria di via Matteo Pescatore (ottobre 2026)

Aggiornato il 31 ottobre 2026

La sparatoria di via Matteo Pescatore è un episodio di violenza avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2026 in via Matteo Pescatore, una delle strade della movida notturna torinese lungo il Po, al termine di una rissa tra due gruppi di giovani. Un diciannovenne di origini dominicane, che lavorava in uno dei locali della zona, è stato colpito da più proiettili ed è stato ricoverato in condizioni molto gravi all'ospedale Molinette; un'altra persona vicina a lui è rimasta ferita in modo meno grave [1].

La rissa e la sparatoria

Secondo la ricostruzione della polizia, la rissa è iniziata intorno all'una di notte, quando si sono affrontati due gruppi di giovani, tra cui il diciannovenne poi ferito. Dopo il primo scontro la situazione sembrava essersi calmata, ma verso l'una e mezza uno dei ragazzi coinvolti è tornato sul posto armato di pistola e ha sparato più colpi contro il diciannovenne, raggiungendo anche un'altra persona presente nei pressi. Dopo gli spari l'uomo è fuggito, non da solo ma insieme ad altre persone [1].

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie delle volanti della polizia e i mezzi del 118, che hanno prestato le prime cure al giovane ferito più gravemente prima del trasporto in ospedale [1].

Le indagini

Gli investigatori della polizia stanno cercando di identificare la persona che ha sparato e di ricostruire nei dettagli la dinamica della rissa e della sparatoria. Sono state raccolte diverse testimonianze e si fa affidamento sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per risalire agli autori del fatto [1].

Il contesto

Via Matteo Pescatore è una delle strade torinesi affacciate sul Po dove si concentra la movida notturna, con locali frequentati da compagnie di giovani nelle ore serali e notturne. Nella zona si erano già verificati in passato altri episodi di violenza legati alla vita notturna [1].

Fonti

  1. Rissa e sparatoria nella malamovida: un 19enne grave alle Molinette di Torino — La Stampa, 24 ottobre 2026

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