Sentenza della Corte dei conti su piazza Italia a Volpiano
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La sentenza numero 72/2026 della Sezione giurisdizionale per il Piemonte della Corte dei conti riguarda i lavori di sistemazione di piazza Italia a Volpiano, trasformata in area mercatale. Il progettista e direttore dei lavori è stato condannato a versare 22.153,35 euro al Comune di Volpiano per i vizi e i difetti delle opere eseguite. La dipendente comunale che ricopriva il ruolo di Responsabile unica del procedimento (Rup), per la quale la Procura contabile aveva chiesto un risarcimento di 98.206,98 euro, è stata invece assolta [1].
I lavori e i difetti
I lavori in piazza Italia furono consegnati all'impresa esecutrice il 14 giugno 2016 e conclusi l'11 giugno 2017. Già nella primavera del 2018 alcuni sopralluoghi rilevarono difetti nell'esecuzione delle opere. Nel 2019 il Comune di Volpiano dichiarò le opere non collaudabili, dopo che una perizia tecnica aveva evidenziato vizi costruttivi e carenze rispetto al progetto [1].
La vicenda approdò anche in sede civile, con un accertamento tecnico preventivo e una causa contro il progettista e l'impresa esecutrice, conclusasi con una transazione il 13 settembre 2024. La consulenza tecnica d'ufficio disposta dalla Corte dei conti accertò «evidenti e manifesti segni di cedimenti dello strato fondazionale della pavimentazione che hanno portato alla rottura delle canalette di raccolta delle acque superficiali e generato vistosi e diffusi avvallamenti» [1].
Le cause dei cedimenti
Il consulente tecnico individuò tra le cause dei cedimenti «una insufficiente compattazione e un insufficiente spessore dello strato», mentre per le canalette le criticità furono ricondotte anche a «una errata scelta del materiale fondazionale». La consulenza quantificò in 101.375,93 euro i costi necessari per il ripristino delle opere [1].
La decisione della Corte
La Corte dei conti riconobbe la responsabilità del progettista «nell'aver modificato il progetto attraverso una variazione stratigrafica fondazionale meno performante rispetto a quella originaria» e «nel non aver prescritto […] le indispensabili prove di piastra», definendo la sua condotta «gravemente colposa». Il danno complessivo fu quantificato in 73.844,53 euro, ma la condanna fu limitata, in applicazione della legge 1/2026, a 22.153,35 euro, pari al 30% dell'importo. La Corte sospese il giudizio sui restanti 51.691,18 euro in attesa della pronuncia sulla legittimità costituzionale della norma [1].
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Fonti
- Piazza Italia, la Corte dei conti assolve il Rup ma condanna il progettista — Prima il Canavese, 24 ottobre 2026