Sacro Monte di Varallo
Il Sacro Monte di Varallo sorge su uno sperone di roccia sopra Varallo, in Valsesia, in provincia di Vercelli; è il più antico e il più importante Sacro Monte dell'arco alpino e dal 2003 fa parte del sito UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.[1]
La Nuova Gerusalemme
Lo fondò il francescano milanese Bernardino Caimi, già guardiano del Santo Sepolcro, per riprodurre in Valsesia i luoghi santi della Palestina.[1] Un breve di Innocenzo VIII del 21 dicembre 1486 lo autorizzò ad accettare donazioni dai valsesiani; il 14 aprile 1493 la comunità di Varallo gli donò i luoghi, quando erano già finiti il convento, tre cappelle e il Santo Sepolcro.[2]
Gaudenzio Ferrari e la Controriforma
Nel primo Cinquecento Gaudenzio Ferrari unì pittura e scultura con un forte realismo, e il suo lavoro divenne il modello per gli altri Sacri Monti.[1] Tra il 1565 e il 1572 Galeazzo Alessi ridisegnò il complesso, e dal 1593 il vescovo di Novara Carlo Bascapè lo trasformò in un percorso catechistico secondo il Concilio di Trento; san Carlo Borromeo lo visitò nel 1578 e nel 1584.[3][4]
Oggi
Il complesso comprende una basilica e 45 cappelle affrescate con oltre ottocento statue, a cui lavorarono anche Tanzio da Varallo, i fratelli d'Enrico, il Morazzone e Benedetto Alfieri.[1] Occupa 22 ettari tra 455 e 650 metri di quota, è proprietà del Comune di Varallo, area protetta regionale dal 1980, e l'accesso è libero e gratuito.[1]
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