Protesta di Coldiretti Cuneo a Bruxelles contro l'abolizione della condizionalità sociale nella PAC
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Una delegazione di giovani imprenditori agricoli della provincia di Cuneo, insieme a coetanei under 35 provenienti da tutto il Piemonte, partecipa a Bruxelles a una manifestazione organizzata dall'EFFAT (European Federation of Food, Agriculture and Tourism Trade Unions) per difendere la condizionalità sociale nella futura Politica agricola comune 2028-2034. Alla protesta prendono parte anche Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro di Coldiretti, e Arianna Giuliodori, direttrice di Coldiretti Bruxelles [1][2].
Oggetto della protesta
La manifestazione contesta la decisione dell'Unione Europea di cancellare la condizionalità sociale dalla nuova PAC, che sganciava l'erogazione dei fondi agricoli europei dal rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro e di impiego dei lavoratori agricoli, incluse quelle su salute e sicurezza sul lavoro. Secondo i promotori della protesta, la scelta ha ricevuto il sostegno del Copa, presieduto da Massimiliano Giansanti [1][2].
Posizioni di Coldiretti Cuneo
Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, dichiara: «I soldi degli agricoltori europei non possono finire nelle tasche di chi sfrutta i lavoratori. Sarebbe un regalo a chi pratica il caporalato e il lavoro nero e uno schiaffo alla stragrande maggioranza delle imprese agricole che rispettano le regole» [1][2]. Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo, aggiunge: «Non accetteremo passi indietro su una battaglia di legalità che Coldiretti porta avanti da sempre, a partire dal sostegno alla legge contro il caporalato del 2016. La PAC deve premiare chi produce nel rispetto dei diritti, non chi fa concorrenza sleale sfruttando il lavoro» [1][2].
Contesto
La protesta coincide con il decimo anniversario della legge italiana contro il caporalato, approvata nel 2016, alla cui approvazione Coldiretti ha contribuito tramite il proprio Osservatorio Agromafie [1][2].
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