Processo per violenza sessuale di gruppo al Bra Calcio
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Il processo riguarda tre ex calciatori del Bra Calcio, Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete, imputati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa torinese di vent'anni. Il procedimento, celebrato con rito abbreviato, si è concluso il 5 novembre 2026 con una sentenza di condanna per tutti e tre gli imputati [1].
I fatti
Secondo la ricostruzione giudiziaria, gli episodi risalgono alla serata del 30 maggio 2025 a Bra, un mese e mezzo dopo la promozione della squadra dalla Serie D alla Serie C, festeggiata quella sera in centro città. La giovane, che già conosceva un componente del club, aveva accettato l'invito di Perseu a rincasare nel suo appartamento dopo la festa. Lì sarebbero stati raggiunti da Rosa e Mawete, e secondo il racconto della vittima in quel contesto si sarebbe consumata la violenza di gruppo [1].
L'episodio si è interrotto grazie all'intervento di un'amica della giovane, che ha avvisato altri calciatori e minacciato di chiamare i carabinieri. Tre giorni dopo la ventenne ha sporto denuncia, a seguito di accertamenti medici eseguiti all'ospedale Sant'Anna di Torino [1].
Le indagini
Le indagini hanno documentato i messaggi scambiati tra i calciatori e alcuni compagni di squadra non indagati nei giorni successivi ai fatti, comprese chat in cui venivano commentati e diffusi video registrati durante gli abusi. Per questo Rosa risponde anche di revenge porn, per aver inviato i filmati nella chat di gruppo della squadra denominata «We are Champs», letta e commentata da più persone a insaputa della studentessa [1].
Il processo e la sentenza
Nel corso del processo gli imputati hanno negato che il rapporto sessuale fosse avvenuto senza consenso, sostenendo versioni che attribuivano l'iniziativa alla vittima. La giudice Victoria Dunn ha stabilito pene superiori a quelle richieste dal sostituto procuratore Davide Greco: quattro anni e due mesi di reclusione per Fausto Perseu e Alessio Rosa, tre anni, otto mesi e venti giorni per Christ Jesus Mawete, con la riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato [1].
I tre condannati dovranno inoltre risarcire la vittima, assistita dall'avvocato Luca Cavallo, con una provvisionale di 50mila euro, a cui si aggiungono 10mila euro da versare immediatamente ai genitori della giovane. Al termine dell'udienza l'avvocato Cavallo ha dichiarato di essere soddisfatto della sentenza, pur sottolineando che essa non allevia il dolore vissuto dalla sua assistita [1].
Fonti
- TorinoToday — 5 novembre 2026