Indagine Confcommercio Ascom Torino sul terziario (marzo-settembre 2026)
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Il 29 ottobre 2026 l'Osservatorio Confcommercio Ascom Torino, realizzato con Format Research, ha presentato i risultati dell'indagine sul terziario torinese relativa al periodo marzo-settembre 2026. L'indagine fotografa un settore che rappresenta una componente rilevante dell'economia provinciale, con 109.171 imprese attive e oltre 395.000 addetti, pari rispettivamente al 75,3% delle aziende extra-agricole e al 58% degli occupati della provincia; oltre il 96% delle attività conta meno di dieci dipendenti [1][2].
Fiducia e occupazione
Quasi il 70% delle imprese del terziario torinese ritiene che l'andamento della propria attività sia migliorato o stabile, mentre il 75% giudica in crescita i ricavi, con un indicatore sul fatturato salito da 40 a 43 punti [1][2]. L'indice occupazionale torinese passa da 46 a 49 punti, superando quello nazionale, sceso da 49 a 45: l'87% delle imprese segnala livelli occupazionali invariati o in miglioramento [1][2]. A sostenere maggiormente il mercato del lavoro sono le strutture ricettive, la ristorazione, i servizi alle imprese e il commercio alimentare, mentre resta più difficoltosa la situazione del commercio non alimentare e della logistica [2]. Il turismo si conferma uno dei principali motori dell'economia cittadina, con le attività ricettive che registrano gli indicatori più elevati sia per i ricavi sia per l'occupazione [2].
Costi e credito
Il caro carburanti pesa sui costi del 77,6% delle aziende: per questa quota l'aumento o la variabilità del prezzo ha inciso molto o abbastanza sui costi complessivi, il 64,1% prevede di rivedere i prezzi entro sei mesi e il 42% teme effetti negativi sulla propria competitività [1]. Anche gli effetti del cambiamento climatico incidono sulle bollette del 67,8% delle imprese, con conseguenze su abitudini di acquisto e consumi [1]. Le richieste di accesso al credito per investimenti salgono dal 30% al 37% in sei mesi, mentre calano di sette punti quelle per liquidità e cassa, passate dal 58% al 51%; il 62% delle aziende che si rivolgono agli istituti di credito ottiene l'intera somma richiesta [1][2]. Resta negativo il saldo tra aperture e chiusure di imprese: nel secondo trimestre dell'anno si sono registrate 1.177 nuove aperture a fronte di 1.265 cessazioni, con una differenza di 88 unità [2].
Le richieste delle imprese
Le imprese chiedono alle associazioni soprattutto convenzioni a condizioni agevolate per energia, carburanti, mobilità e assicurazioni (49,3%) e supporto nell'accesso a incentivi e contributi (48,9%) [1]. La presidente di Confcommercio Ascom Torino, Maria Luisa Coppa, ha dichiarato che «in una stagione di incertezza, Torino dimostra di avere un terziario che non si limita a resistere, ma continua a voler costruire», sottolineando la necessità di politiche nazionali ed europee capaci di stabilizzare i costi energetici e di accompagnare le piccole imprese nella transizione [1][2].
Fonti
- Terziario Torino, cresce fiducia ma pesano caro carburanti e clima — ANSA Piemonte, 29 ottobre 2026
- Terziario torinese, tornano assunzioni e investimenti. Ma clima e carburanti pesano sulle imprese — Il Torinese, 30 ottobre 2026