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Incidente mortale di corso Regina Margherita

Aggiornato il 10 ottobre 2026

Il 22 settembre 2026 un bambino di sette anni è morto a Torino, investito da un'automobile mentre si spostava in bicicletta lungo il controviale di corso Regina Margherita per andare a scuola [2]. L'episodio ha suscitato una mobilitazione pubblica sul tema della sicurezza stradale, che ha coinvolto associazioni cittadine e il mondo del ciclismo sportivo.

La mobilitazione del ciclismo sportivo

In seguito all'episodio, la Federazione Ciclistica Italiana ha chiesto all'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) di autorizzare gli atleti azzurri a correre con il lutto al braccio ai Campionati del Mondo di Ciclismo di Montréal, in programma a fine settembre 2026 [1]. Una prima richiesta è stata respinta dall'UCI, ma la federazione italiana ha presentato una nuova istanza limitata alle prove élite di sabato 26 e domenica 27 settembre, che è stata accolta [1]. Nel comunicato diffuso, la FCI ha spiegato di aver agito interpretando «il sentimento di società, tesserati» e la richiesta arrivata da più parti, con l'obiettivo di ricordare il bambino «e tutti i ciclisti, tesserati e non o semplici utenti della bicicletta, vittime della strada in Italia» [1].

Il presidio cittadino

L'associazione Fiab Torino Bike Pride ha organizzato per il 29 settembre 2026, alle ore 19, un presidio sotto il Municipio di Torino, in contemporanea con un'analoga iniziativa a Milano, dove nei giorni precedenti si erano verificati altri episodi mortali legati alla circolazione stradale [2]. Gli organizzatori hanno chiesto alle amministrazioni di riconoscere il carattere collettivo del problema della sicurezza stradale, di intervenire sulla progettazione delle strade urbane e di trasformare i controviali, tra cui quello di corso Regina Margherita, in spazi a priorità pedonale e ciclabile, con segnaletica dedicata, misure di moderazione della velocità e limitazioni alla sosta [2]. La richiesta comprendeva inoltre un aumento dei controlli e delle sanzioni contro la guida pericolosa e la sosta irregolare, secondo il principio della gerarchia delle responsabilità tra gli utenti della strada [2].

Articoli collegati: Lutto al braccio dei ciclisti azzurri per il bambino morto a Torino (settembre 2026), Morte di Nicolò Di Ciò, Morte di un bambino di sette anni investito in corso Regina Margherita (settembre 2026)

Fonti

  1. Quotidiano Piemontese — 2026-09-26
  2. TorinoOggi — 2026-09-28

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