IV Congresso Internazionale di Studi Colombiani
Data dell’evento:
Il IV Congresso Internazionale di Studi Colombiani si è svolto il 22 ottobre 2026 a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, in via Alfieri 15 a Torino. L'incontro è stato organizzato dal Centro Studi Colombiani Monferrini (CESCOM), che da trent'anni conduce ricerche su un possibile legame tra Cristoforo Colombo e l'antica dinastia feudale dei Colombo di Cuccaro Monferrato, nell'Alessandrino, in alternativa alla tradizionale origine genovese del navigatore, nato a Genova nel 1451. Al congresso hanno partecipato dodici studiosi italiani e spagnoli [1].
Le ricerche del CESCOM
Secondo la tesi sostenuta dal Centro, Colombo potrebbe essere appartenuto alla famiglia feudale dei Colombo di Cuccaro Monferrato; il CESCOM ha ricostruito anche le parentele della madre del navigatore, Marietta, indicata come appartenente alla famiglia dei marchesi di Ceva, signori di Lesegno. Il Centro, che nel 2006 ha inaugurato a Cuccaro Monferrato l'unico museo italiano dedicato alle origini di Colombo, afferma di aver messo a disposizione degli studiosi circa 1.200 pagine di documenti e contributi scientifici [1][2]. Il presidente del CESCOM, Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro, che si presenta come discendente della famiglia dello scopritore dell'America, ha dichiarato: «Il lavoro dello storico non può disgiungersi dai documenti: oggi ne sappiamo molto più di trent'anni fa e le possibili origini monferrine di Colombo devono essere prese in seria considerazione» [1][2].
Lo svolgimento del congresso
Dopo i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, e del presidente del CESCOM, la prima sessione, dalle 9 alle 13, è stata dedicata al DNA, al viaggio e alle origini di Cristoforo Colombo. Tra i temi trattati, il curatore dell'evento Giorgio Enrico Cavallo ha indicato come figura chiave il cardinale Raffaele Riario della Rovere, presentato come cugino di Colombo tramite la madre Marietta e come tramite tra il navigatore e il pontefice; sono stati citati anche due marinai, Michele Balestrero di Fubine e Secondo Cornacchia di Vignale Monferrato, oltre alle tecniche di navigazione del Quattrocento e Cinquecento e alla questione delle analisi genetiche, la cui affidabilità è stata oggetto di discussione negli ultimi anni [1][2]. Una parte del congresso, curata da Fabrizio Nucera Giampaolo, è stata dedicata ai rapporti con la Spagna, ai legami con la regina Isabella la Cattolica e alle questioni di diritto successorio legate al maggiorasco di Colombo [2].
Il commento istituzionale
Davide Nicco ha definito l'ipotesi del CESCOM «affascinante», aggiungendo: «Se le ricostruzioni storiche troveranno conferma, potremo dire, con un pizzico d'orgoglio, che anche nelle vene di Cristoforo Colombo scorreva sangue piemontese», e ha sottolineato che gli studi rappresentano «un patrimonio culturale importante per la nostra regione» [2]. La ricostruzione proposta dal Centro resta una tesi storica da verificare attraverso le fonti e il confronto scientifico, come riconosciuto dagli stessi organizzatori del congresso [1].
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Fonti
- Cristoforo Colombo era piemontese? — Quotidiano Piemontese, 20 ottobre 2026
- “Cristoforo Colombo aveva origini piemontesi”, uno studio ricostruisce la genealogia del navigatore — la Repubblica Torino, 23 ottobre 2026