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Gazzetta del Popolo

Aggiornato il 3 ottobre 2026

La Gazzetta del Popolo è stata un quotidiano di Torino, fondato il 16 giugno 1848 e uscito fino al 31 dicembre 1983; nel Risorgimento fu il quotidiano più venduto, soprattutto tra i ceti agricoli di provincia e la piccola borghesia cittadina.[1][2]

Il Risorgimento

La fondarono Felice Govean e Giovan Battista Bottero, condirettori fino al 1861, quando la direzione passò al solo Bottero; MuseoTorino indica tra i fondatori anche Alessandro Borella.[1][2][3] Il titolo originario era «L'Italiano - Gazzetta del Popolo» e la linea nazional-liberale: unità d'Italia sotto i Savoia e Roma capitale.[4] Usciva in quattro pagine a cinque centesimi la copia, e grazie a un linguaggio diretto e ad articoli brevi raggiunse circa 13.000-14.000 abbonati; sostenne la politica di Cavour e la spedizione dei Mille.[1][3][4]

Dalla Grande guerra al fascismo

Nel 1915 fu interventista, e durante la prima guerra mondiale arrivò a 180.000 copie.[4][1] Nel 1924 la comprò la Società idroelettrica piemontese e il giornale si allineò al fascismo; negli anni Trenta rinnovò la tecnica di stampa.[2] Le sedi furono via Sant'Agostino, poi via Quattro Marzo e dal 1930 il palazzo di corso Valdocco 2, costruito nel 1927 su progetto di Vittorio Eugenio Ballatore di Rosana; il 25 luglio 1943 dal suo balcone fu gettato il busto di Mussolini, e quell'estate i bombardamenti lo colpirono due volte. Oggi l'edificio ospita la sede di L'Oréal.[1][5]

Il dopoguerra e la chiusura

Dal 1945 al 1947 uscì come «Gazzetta d'Italia» e dal 1947 al 1975 come «Gazzetta del Popolo nuova»; negli ultimi decenni vendeva tra 60.000 e 120.000 copie.[1] Negli anni Settanta lo tenne in vita per un periodo una cooperativa autogestita di giornalisti e poligrafici; l'ultimo direttore fu F. Borio (1982-1983).[2][1] Nel 2019 la mostra «La Gazzetta del Popolo, 135 anni» ne ha ripercorso la storia in tre sedi: Museo del Risorgimento, Palazzo Lascaris e Polo del '900.[2] Le annate dal 1850 al 1950 si consultano gratuitamente sul portale «I Giornali del Piemonte».[6]

Pagine che rimandano qui

Fonti

  1. Periodici Piemonte
  2. Torino Oggi — 22 aprile 2019
  3. MuseoTorino
  4. Treccani
  5. MuseoTorino
  6. Biblioteche civiche torinesi

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