Festival Internazionale dell'Economia 2026
Data dell’evento:
Il Festival Internazionale dell'Economia 2026 è la quinta edizione della manifestazione torinese dedicata ai temi economici, svoltasi dal 22 al 25 ottobre con il titolo «Salvare lo Stato sociale». Il programma ha proposto oltre 130 appuntamenti sul futuro del welfare europeo, tra invecchiamento della popolazione, nuove esigenze di spesa per la Difesa legate ai conflitti internazionali in corso e investimenti necessari per il cambiamento climatico [1].
Ospiti e direzione scientifica
Alla manifestazione hanno partecipato quattro premi Nobel per l'Economia: David Card (Nobel 2021), James A. Robinson (Nobel 2024), Joel Mokyr (Nobel 2025, insieme a Philippe Aghion e Peter Howitt) e Alvin Roth (Nobel 2012). Il direttore scientifico del Festival è Tito Boeri, che ha discusso con loro il futuro del welfare europeo [1].
Joel Mokyr ha posto la questione della sostenibilità dello Stato sociale nella sua forma attuale, osservando: «Se il welfare dovesse fallire, quello che abbiamo visto a Parigi la settimana scorsa sarebbe un gioco da ragazzi» [1]. James A. Robinson ha sottolineato la dimensione politica del problema, affermando che non basta dire di non poter pagare, ma serve un'idea che convinca le persone della necessità di un cambiamento per preservare le conquiste del contratto sociale europeo [1]. David Card ha invitato a considerare il welfare nel suo complesso, dall'istruzione alla sanità, dalle pensioni al sostegno alle fasce più povere, come sistema che si regge anche sulla fiducia dei cittadini [1]. Alvin Roth ha ricordato che i mercati hanno bisogno di consenso sociale, generato anche dalla politica [1]. Tito Boeri ha proposto di considerare il welfare come un investimento di lungo periodo sui giovani, aumentando la fiducia nello Stato e migliorando l'efficienza della pubblica amministrazione senza attendere riforme di ampia portata [1].
Temi e incontri
Tra gli argomenti trattati durante il Festival figurano la mobilità sociale, la tassazione delle multinazionali e il ruolo dell'immigrazione nelle politiche di welfare. Un incontro dedicato a quest'ultimo tema ha visto confrontarsi il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l'ex sindaco Sergio Chiamparino, il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi e l'economista Tommaso Frattini, sull'evoluzione delle politiche di accoglienza e integrazione e sulle loro conseguenze per la coesione sociale e urbana [1].
Il quadro del welfare italiano
Il tema del Festival è stato accompagnato da alcuni dati sulla sostenibilità del sistema di protezione sociale italiano. Secondo le previsioni demografiche dell'ISTAT, nello scenario mediano la quota di ultrasessantacinquenni salirà dal 24,7% di inizio 2025 al 34,5% nel 2050, mentre la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) scenderà nello stesso periodo dal 63,4% al 55,3% [2]. Secondo Eurostat, nel 2023 la spesa pensionistica italiana ha assorbito circa il 15,5% del PIL, contro una media europea del 12,3% [2]. La Ragioneria Generale dello Stato segnala che le riforme già varate contribuiscono alla sostenibilità del sistema previdenziale nel lungo periodo, pur in presenza di un sistema contributivo in cui l'assegno pensionistico dipende dai versamenti effettuati nel corso della carriera lavorativa [2].
Fonti
- «Welfare sotto pressione»: l’allarme dei Nobel a Torino — CronacaQui Torino, 25 ottobre 2026
- Salvare più del salvabile. Festival dell’Economia e stato sociale — Gazzetta Torino, 25 ottobre 2026