Corteo del 24 ottobre 2026 a Torino contro il riarmo

Aggiornato il 7 novembre 2026

Il 24 ottobre 2026 un corteo promosso dal Movimento 17 Ottobre attraversa il centro di Torino per protestare contro il riarmo, i data center e il caro benzina. La manifestazione non viene comunicata preventivamente alla Questura, circostanza che porta le forze dell'ordine a rafforzare i controlli nelle vie del centro e numerosi negozi a restare chiusi o a proteggere le vetrine con pannelli di legno [1][2][3].

Le misure di sicurezza

Il giorno precedente si riunisce il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione di prefetto, sindaco, procuratore, questore, comandanti dei carabinieri e della guardia di finanza e rappresentanti delle categorie commerciali, per definire le misure da adottare in caso di scontri durante e dopo il corteo, anche sulla base degli strumenti previsti dal nuovo decreto sicurezza [1]. La polizia raccoglie informazioni sull'organizzazione della protesta dai social network, unico canale attraverso cui gli organizzatori diffondono le indicazioni logistiche [1].

La strategia degli organizzatori

Il Movimento 17 Ottobre annulla alla vigilia tutte le piazze di ritrovo precedentemente comunicate e annuncia che i punti di raduno saranno resi noti solo nel pomeriggio, con continui appelli sui social a modificare i luoghi di concentramento per non fornire riferimenti alle forze dell'ordine [1]. Tramite canali Telegram viene diffuso un vademecum intitolato «Rivoluzione, istruzioni per l'uso», con indicazioni sull'organizzazione dei cortei, sulla preparazione dei partecipanti e sulle tattiche da adottare in caso di contatto con la polizia, tra cui l'uso di microtelecamere e microfoni per registrare gli agenti e l'uso di gruppi social chiusi con cancellazione delle chat [1].

Il programma

Il ritrovo principale è fissato in piazza Castello alle ore 15, mentre un'ora prima sono previsti due concentramenti separati: gli studenti delle scuole superiori in piazza Arbarello e gli universitari a Palazzo Nuovo, in via Sant'Ottavio [1]. Viene inoltre segnalata la possibile presenza di gruppi di destra, organizzatisi anch'essi tramite social network, pronti a una contro-manifestazione [1].

La reazione dei commercianti

In vista del corteo, diversi negozi delle vie dello shopping torinesi installano pannelli di legno davanti alle vetrine [2]. Uno store di una multinazionale di materiale informatico sospende l'attività e indirizza i clienti a un centro aperto in un ipermercato di Grugliasco o a un numero verde [2]. Cristina Fogazzi, conosciuta come Estetista Cinica e fondatrice dei brand Veralab e Overskin, annuncia sui social la chiusura anticipata, alle 15, del proprio negozio in piazza CLN, insieme ai punti vendita di Milano e Bologna, in ragione dei timori per il percorso del corteo non preannunciato e del rischio di scontri e danneggiamenti, come avvenuto la settimana precedente a Milano [3].

Fonti

  1. Quotidiano Piemontese — 2026-10-24
  2. ANSA Piemonte — 2026-10-24
  3. TorinoToday — 2026-10-24

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