Comunità energetica rinnovabile del Canavese
In Canavese è stata costituita una nuova Comunità energetica rinnovabile (CER), un ente giuridico indipendente che riunisce cittadini, attività commerciali, enti locali, piccole e medie imprese e aziende agricole con l'obiettivo di produrre, consumare e condividere energia pulita a livello locale. All'iniziativa ha aderito Coldiretti Torino, che ha condizionato la propria partecipazione all'inserimento nel regolamento interno di una clausola specifica: il rifiuto dei cosiddetti "parchi fotovoltaici a terra", impianti ritenuti responsabili del consumo di suolo agricolo e dello sfratto dei coltivatori diretti [1][2].
Il regolamento a consumo di suolo zero
Tra le finalità inserite nel regolamento della CER, condivise anche con le amministrazioni locali, figura l'obiettivo di evitare ogni forma di consumo di suolo agricolo. Il testo privilegia la realizzazione di nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili su superfici già urbanizzate, impermeabilizzate, degradate o compromesse, come aree industriali, artigianali o commerciali dismesse, coperture di edifici e parcheggi, escludendo la sottrazione di terreni agricoli produttivi [1].
Il ruolo delle aziende agricole
Il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, ha sottolineato che la nuova comunità energetica intende valorizzare il contributo delle aziende agricole canavesane, molte delle quali già produttrici di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso impianti di biogas che recuperano i gas prodotti dalla fermentazione dei reflui zootecnici, oltre a pannelli fotovoltaici installati sui tetti di stalle, abitazioni e locali produttivi. L'obiettivo indicato è quello di mettere a sistema queste produzioni per favorire l'autonomia energetica del territorio [1][2].
Il contrasto alla speculazione sui terreni
La nascita della CER viene presentata anche come risposta al fenomeno, segnalato negli ultimi anni nei comuni del Canavese, di mediatori immobiliari e fondi d'investimento che acquistano terreni agricoli per realizzare parchi fotovoltaici a terra. Secondo Coldiretti Torino, la comunità energetica punta a conciliare la produzione di energia rinnovabile con la salvaguardia del suolo agricolo, assegnando all'agricoltura, e non alla speculazione, un ruolo centrale nel contributo energetico del territorio [1][2]. Trattandosi di un ente giuridico indipendente, la CER metterà in rete piccoli produttori, tra cui le aziende agricole, famiglie, attività commerciali, piccole e medie imprese ed enti locali, condividendo l'energia prodotta a chilometro zero [2].
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Fonti
- Obiettivo News — 5 ottobre 2026
- CronacaQui Torino — 5 ottobre 2026