Abbattimento della villa abusiva nel campo sinti di San Giovanni di Ivrea
Data dell’evento:
L'abbattimento della villa abusiva nel campo sinti di San Giovanni di Ivrea è un'operazione di demolizione condotta il 5 novembre 2026 in frazione San Giovanni, nel comune di Ivrea, in provincia di Torino. L'intervento ha riguardato un edificio di circa 90 metri quadrati costruito abusivamente nell'area vicina a strada vicinale Cascina Forneris, al centro di un contenzioso amministrativo e giudiziario iniziato nel 2011. L'operazione è stata autorizzata dalla prefettura di Torino, che ha garantito la sicurezza delle attività, dopo l'impegno del Comune a stanziare in bilancio le somme necessarie [1].
La vicenda edilizia
La vicenda cominciò nel 2011, quando una denuncia di inizio attività presentata in Comune indicava la ricostruzione di un ricovero attrezzi di circa 20 metri quadrati. Al sopralluogo, la polizia locale trovò invece un edificio di quasi 90 metri quadrati, ritenuto di proprietà di Giovanni Lagaren [1]. Il 15 luglio 2011 il Comune ordinò la sospensione dei lavori e il 31 agosto 2011 la procura dispose il sequestro preventivo dell'immobile, ma i lavori proseguirono ugualmente [1]. Seguirono un'ordinanza di demolizione, un ricorso respinto dal Tar e, il 23 ottobre 2012, una delibera del consiglio comunale che disponeva la demolizione d'ufficio [1].
Il processo e i rinvii
Nell'ottobre 2015 il tribunale di Ivrea condannò la proprietaria dell'immobile, Valentina Dubois, a cinque mesi di reclusione per abuso edilizio e violazione dei sigilli, disponendo anche l'abbattimento della villa. Nessuno degli atti amministrativi e giudiziari emessi negli anni precedenti fu però seguito da un'effettiva demolizione [1].
Le aggressioni alla troupe di «Fuori dal coro»
Sul caso si erano accesi i riflettori nazionali anche grazie alle telecamere della trasmissione di Rete 4 «Fuori dal coro», condotta da Mario Giordano. Domenica 23 marzo 2025 la giornalista Delia Mauro e la sua troupe, recatisi sul posto per realizzare un servizio sulla villa, furono minacciati, aggrediti e inseguiti da alcune persone; un operatore fu colpito con un pugno in faccia e l'inseguimento terminò solo con l'arrivo di una pattuglia dei carabinieri. Un'altra aggressione alla troupe si verificò nel settembre 2025 [1].
La demolizione del 2026
Nel 2026 il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, ha impresso una svolta alla vicenda: il 14 gennaio il Comune ha emesso una nuova ordinanza di sgombero e demolizione, concedendo agli occupanti 90 giorni per ottemperare. La famiglia ha presentato ricorso al Tar senza però chiederne la sospensiva, cosicché l'ordinanza ha continuato a produrre i suoi effetti [1]. Il 5 novembre 2026 le ruspe, scortate da un dispiegamento di polizia di Stato, carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco, hanno abbattuto l'edificio [1].
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Fonti
- TorinoToday — 2026-11-05