Rimozione dello striscione all'IC Pinerolo 3-4
Il 28 settembre 2026 le forze dell'ordine rimuovono, nelle prime ore del mattino, uno striscione affisso davanti all'Istituto Comprensivo Pinerolo 3-4, nel territorio di Pinerolo (Torino). Lo striscione riporta la frase «La scuola è aperta a tutti. Art. 34 Costituzione Italiana», in riferimento all'articolo della Costituzione sul diritto all'istruzione. L'episodio viene denunciato nella stessa giornata da FLC Cgil Torino, dalla Camera del Lavoro Provinciale di Torino e dalle comunità scolastiche del territorio [1][2].
L'affissione e la rimozione
Lo striscione era stato affisso dalla Rsu dell'istituto nell'ambito di una mobilitazione a difesa della scuola pubblica, aperta, inclusiva e antirazzista, in risposta a un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri che introduce un tetto al numero di alunni stranieri nelle classi. Secondo quanto riportato, la rimozione da parte delle forze dell'ordine sarebbe stata inizialmente motivata da un possibile collegamento dello striscione a movimenti anarchici [2].
La denuncia sindacale
FLC Cgil Torino e Camera del Lavoro Provinciale di Torino esprimono «sconcerto e ferma condanna» per la rimozione, definendola un precedente grave perché riguarda un messaggio che cita direttamente la Carta costituzionale. Le organizzazioni sindacali manifestano solidarietà al personale docente, al personale Ata e alla Rsu dell'Ic Pinerolo 3-4, e richiamano gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione sui principi di integrazione, coesione e uguaglianza sostanziale. Nel comunicato si chiede di affrontare la presenza di alunni con background migratorio non con il «contingentamento numerico», ma con più tempo scuola, classi meno numerose, organici stabili, insegnamento dell'italiano L2 e mediazione culturale [1][2].
La restituzione
Chiarito l'equivoco sulla provenienza dello striscione, questo viene restituito e nuovamente esposto davanti all'istituto nella stessa giornata. I sindacati prendono atto «con soddisfazione» del dissequestro e ringraziano le forze dell'ordine per aver riesaminato la vicenda, richiamando l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di manifestazione del pensiero. Nel comunicato si annuncia che la mobilitazione prosegue nelle scuole del territorio, con l'invito alle comunità scolastiche a esporre nuovi cartelli e striscioni a difesa della scuola pubblica e della Costituzione [2].
Articoli collegati: Cgil Torino, Flc Cgil, Pinerolo
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Fonti
- ANSA Piemonte — 28 settembre 2026
- TorinoToday — 28 settembre 2026