Ambulatori vaccinali per pazienti fragili alla Città della Salute di Torino

Aggiornato il 4 novembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Il Torinese
Dalla pubblicazione di Il Torinese, 2026-11-04

La Città della Salute e della Scienza di Torino ha comunicato i risultati del percorso vaccinale dedicato ai pazienti più fragili, inserito nella presa in carico clinica dei malati trapiantati, immunodepressi o oncologici. L'iniziativa riguarda gli ospedali Molinette e Infantile Regina Margherita, parte dell'Azienda ospedaliera torinese, descritta come il più grande ospedale del Piemonte [1].

Gli ambulatori dedicati

Presso le Molinette e l'Infantile Regina Margherita sono attivi tutto l'anno ambulatori vaccinali dedicati ai pazienti più fragili, aderenti alla rete nazionale Ospivax. Dall'apertura hanno seguito oltre 400 pazienti, a cui sono state somministrate più di 2.800 dosi, per l'esattezza 2.833 [1][2]. Il servizio si rivolge in particolare a persone che hanno ricevuto un trapianto, a pazienti immunodepressi o affetti da patologia oncologica, per i quali infezioni come l'influenza, il Covid-19 o l'herpes zoster possono complicare la gestione di un organo trapiantato o interrompere una terapia in corso. Per questi pazienti la vaccinazione richiede schemi personalizzati, coordinati con i farmaci e i tempi delle cure [1]. L'Azienda torinese è risultata prima in Italia per numero di trapianti, con 488 interventi nel solo 2025 [1].

Il ruolo degli specialisti e la rete territoriale

Per la maggior parte dei pazienti l'ospedale non è il luogo della vaccinazione vera e propria, ma quello in cui ricevere un primo consiglio da parte dello specialista che li segue. L'Azienda ha avviato interventi formativi rivolti ai medici dei reparti sui percorsi vaccinali, e ha previsto la diffusione di materiali informativi nei reparti e negli spazi comuni, destinati a operatori, pazienti e familiari. È inoltre previsto l'inserimento di un promemoria vaccinale in tutte le lettere di dimissione [1]. Il percorso ospedaliero non sostituisce i servizi vaccinali del territorio, rappresentati da medici di famiglia, centri vaccinali delle ASL e farmacie, ma li affianca: l'ospedale vaccina direttamente solo chi necessita del contesto ospedaliero, mentre per gli altri pazienti resta il luogo in cui nasce o matura la decisione di vaccinarsi [1].

Il contesto regionale

L'iniziativa si inserisce nella stagione vaccinale 2026 in Piemonte, con la campagna antinfluenzale già avviata e quella anti-Covid in partenza. Nella stagione precedente la copertura vaccinale contro l'influenza tra gli over 65 in Piemonte si era fermata al 51%, al di sotto dell'obiettivo minimo del 75% indicato dalle linee guida nazionali [1]. Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale chiede il coinvolgimento di tutti i professionisti sanitari nella promozione dei vaccini, mentre il Piano socio-sanitario regionale del Piemonte stabilisce obiettivi specifici per le Aziende sanitarie sulla vaccinazione delle persone fragili, croniche o oncologiche [1].

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Fonti

  1. Il Torinese — 4 novembre 2026
  2. TorinoOggi — 3 novembre 2026

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