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Rimozione e restituzione dello striscione «La scuola è aperta a tutti» a Pinerolo

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Lunedì 28 settembre 2026 la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) dell'Istituto comprensivo Pinerolo 3-4 affigge davanti a tre scuole – la media Silvio Pellico e gli istituti Parri e Costa – uno striscione con la scritta «La scuola è aperta a tutti», richiamando l'articolo 34 della Costituzione, per contestare il decreto del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che impone un limite al numero di alunni di origine straniera nelle classi. Poche ore dopo l'affissione, i carabinieri rimuovono lo striscione esposto davanti alla Pellico, lasciando intatti gli altri due.

Una rappresentanza sindacale si recava in caserma per recuperarlo e chiedere spiegazioni: secondo quanto riferito dalla Rsu, alla base della rimozione ci sarebbe stato un equivoco, con il telo scambiato per un'iniziativa di ambienti anarchici. Lo striscione viene riconsegnato e riesposto nella stessa posizione in giornata, con le scuse dei militari. La Flc Cgil di Torino diffonde nel frattempo un comunicato, «Giù le mani dalla Costituzione», definendo la rimozione «un atto grave contro la libertà di espressione nella scuola pubblica» e sostenendo l'iniziativa della Rsu, mentre l'assessora all'Istruzione del Comune di Pinerolo Lia Bianco difende la scuola come «comunità educante inclusiva».

Fonti

  1. Eco del Chisone — 28 settembre 2026
  2. Eco del Chisone — 28 settembre 2026
  3. CronacaQui Torino

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