Polemica sulla moschea di Torino nell'area ex Nebiolo

Aggiornato il 4 novembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di ANSA Piemonte
Dalla pubblicazione di ANSA Piemonte, 2026-11-03

La polemica sulla moschea di Torino nell'area ex Nebiolo nasce il 3 novembre 2026, quando la consigliera regionale di Avs Alice Ravinale risponde pubblicamente a una presa di posizione della Lega sull'impossibilità di procedere alla realizzazione della nuova moschea cittadina nell'area ex Nebiolo per presunti vincoli ambientali [1].

La presa di posizione della Lega

Secondo la ricostruzione fornita da Ravinale, la Lega aveva diffuso la notizia secondo cui la costruzione della moschea nell'area ex Nebiolo sarebbe impossibile a causa di vincoli ambientali sul terreno [1].

La replica di Ravinale

Ravinale definisce la notizia «una non-notizia, una bufala spacciata per scoop», affermando che «nulla è cambiato, nulla si ferma» [1]. La consigliera spiega che il provvedimento citato riguarda le bonifiche dei terreni e il quinquiennio necessario per l'approvazione definitiva del relativo esito, risale a maggio 2026 ed è perfettamente noto a tutti gli enti coinvolti, compresa la Confederazione Islamica Italiana, soggetto che procederà alla costruzione della moschea [1].

Secondo Ravinale si tratta degli ordinari termini previsti per la bonifica di terreni, questione che dovrebbe interessare l'intera cittadinanza poiché gli inquinanti presenti nell'area sono lì da tempo e la loro rimozione rappresenta un fatto positivo [1].

I riferimenti ad altri cantieri torinesi

Nella sua replica Ravinale invita la destra a evitare di strumentalizzare gli atti tecnici, suggerendo di occuparsi piuttosto delle bonifiche dell'area Fiat Avio e dei lavori del Parco della Salute, che secondo la consigliera avrebbero dovuto partire nel 2025 e risultano ancora fermi, anche a causa dei rallentamenti dovuti alle bonifiche [1].

Fonti

  1. Avs, su moschea Torino la Lega diffonde 'bufale' spacciate per scoop — ANSA Piemonte, 3 novembre 2026

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