Intervento laparoscopico per displasia dell'anca al Regina Margherita
Notizia del
All'ospedale infantile Regina Margherita di Torino un'équipe di chirurghi, con la collaborazione degli specialisti dell'ospedale Cto, ha corretto con tecnica laparoscopica mini-invasiva una rara deformità congenita dell'anca su una ragazza di 17 anni. L'intervento è stato definito dal presidio sanitario "il primo del genere in Europa" [1][2].
Il caso
La paziente, diciassettenne, praticava attività sportiva ma soffriva di dolori continui alle anche a causa di una displasia, malformazione in cui l'acetabolo, la cavità del bacino che accoglie la testa del femore, non la ricopre adeguatamente. La condizione, che colpisce da 1 a 7 persone su 1000, porta a sviluppare precocemente artrosi dell'anca. L'operazione permetterà di ridurre le sofferenze e di evitare in futuro l'innesto di una protesi [1][2].
La tecnica
L'intervento, chiamato osteotomia periacetabolare, consiste nell'eseguire tagli controllati dell'osso attorno all'acetabolo per mobilizzarlo e riorientarlo in modo da coprire meglio la testa del femore; la porzione ossea viene poi fissata con viti durante la guarigione. La novità riguarda il modo di raggiungere l'osso: la tecnica laparoscopica permette di operare attraverso piccole incisioni, con una telecamera che restituisce sul monitor una visione ingrandita del campo operatorio, seguendo gli stessi principi dell'intervento tradizionale "a cielo aperto" ma limitando l'esposizione chirurgica e la dissezione dei tessuti, con benefici su dolore post operatorio, cicatrici e recupero del paziente [1][2].
L'équipe
A realizzare l'intervento sono stati Alessandro Aprato, Matteo Giachino, Michele Nardi e Andrea Audisio, tutti formati alla scuola di Alessandro Massè, specialisti di chirurgia dell'anca sia negli adulti sia nei bambini che operano a cavallo tra Cto e Regina Margherita [1][2].
I commenti
Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute, ha parlato di "multidisciplinarietà, alta complessità e competenze di livello internazionale", sottolineando che l'integrazione tra le professionalità del Cto e del Regina Margherita ha permesso di realizzare "un intervento in laparoscopia all'avanguardia", aprendo "una nuova possibilità di trattamento per i piccoli pazienti con malformazioni dell'anca" [1][2]. Adriano Leli, direttore generale dell'azienda ospedaliera Oirm Sant'Anna, ha definito il caso una conferma delle "eccellenze dell'ospedale Regina Margherita" e ha evidenziato l'importanza della collaborazione clinica tra ospedali [1][2].
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Fonti
- ANSA Piemonte — 2026-11-08
- la Repubblica Torino — 2026-11-08