Contestazione del gazebo di Fratelli d'Italia a Barriera di Milano
Il 19 settembre 2026, nel quartiere di Barriera di Milano a Torino, un presidio informativo organizzato da Fratelli d'Italia in piazza Respighi è stato oggetto di una contestazione da parte di attivisti riconducibili ai centri sociali cittadini. L'episodio si è inserito in una mattinata di tensione che ha coinvolto anche un gazebo del movimento Futuro Nazionale, allestito nella vicina piazza Bottesini.[1][2][3]
Il presidio e la contestazione
Il gazebo di Fratelli d'Italia era stato allestito per discutere con i residenti di temi legati alla sicurezza urbana e al controllo del territorio. Un gruppo di circa dieci persone, descritte dagli organizzatori come riconducibili all'area dei centri sociali torinesi, si è avvicinato al banchetto con cori e contestazioni dirette verso i militanti presenti, tentando di bloccare l'iniziativa.[1][2]
Uno dei contestatori, intervistato sul posto, ha dichiarato: «Stiamo contestando voi che siete dei fascisti, qui non dovete starci. Questo è il quartiere più inclusivo e multietnico che c'è a Torino».[1]
L'intervento delle forze dell'ordine
Gli agenti già presenti in zona per la vigilanza dell'area sono intervenuti per interporsi tra i due gruppi, permettendo ai militanti di Fratelli d'Italia di proseguire le attività di volantinaggio e di raccolta di segnalazioni dai cittadini.[1][2]
Le reazioni
Raffaele Marascio, consigliere di Fratelli d'Italia in Circoscrizione 4, ha commentato l'episodio definendo il tentativo di ostacolare il gazebo «un atto antidemocratico» e accusando i centri sociali di considerare i quartieri «zone franche sotto il loro controllo, spesso con la tutela della sinistra cittadina». Marascio ha inoltre parlato di un «problema di agibilità politica per chi è di destra» a Torino, annunciando l'intenzione di continuare la presenza del partito sul territorio.[1][2][3]
L'episodio parallelo di Futuro Nazionale
Nello stesso giorno, sempre a Barriera di Milano, un gazebo del movimento Futuro Nazionale allestito in piazza Bottesini, per raccogliere firme contro la costruzione di una moschea in corso Novara prevista per l'anno successivo, è stato preso d'assalto: il tavolo dei militanti è stato ribaltato e sono volati insulti, rendendo necessario l'intervento dei carabinieri.[3]
Deborah Lamberti, consigliera di Futuro Nazionale in Circoscrizione 6, ha raccontato di essere stata accerchiata e minacciata dopo essersi accorta che una persona aveva scritto insulti su un foglio destinato alla raccolta firme. Giampiero Aimo, referente del comitato 718 Torino nord, ha commentato l'episodio parlando di «indottrinamento» tra i giovani contestatori.[3]
Articoli collegati: Contestazioni ai gazebo di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale a Barriera di Milano (19 settembre 2026), Gazebo di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale contestati a Barriera di Milano (19 settembre 2026)
Pagine che rimandano qui
- Contestazioni ai gazebo di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale a Barriera di Milano (19 settembre 2026)
- Gazebo di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale contestati a Barriera di Milano (19 settembre 2026)
Fonti
- TorinOggi — 19 settembre 2026
- CronacaQui Torino — 19 settembre 2026
- CronacaQui Torino — 19 settembre 2026