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Contestazione dei gazebo a Barriera di Milano del 19 settembre 2026

Aggiornato il 10 ottobre 2026

Il 19 settembre 2026, a Torino, nel quartiere Barriera di Milano, si sono verificati due episodi di contestazione ai danni di banchetti informativi organizzati da esponenti politici di destra. Il primo ha riguardato un presidio di Fratelli d'Italia in piazza Respighi, il secondo un gazebo di Futuro Nazionale in piazza Bottesini.

Il presidio di Fratelli d'Italia in piazza Respighi

Nella mattinata del 19 settembre, piazza Respighi ha ospitato un presidio informativo organizzato da Fratelli d'Italia sui temi della sicurezza urbana e del controllo del territorio. Una decina di militanti riconducibili, secondo le ricostruzioni, all'area dei centri sociali torinesi si è avvicinata al gazebo con cori e contestazioni dirette verso gli organizzatori, tentando di ostacolarne lo svolgimento [1][2]. Le forze dell'ordine, già presenti in zona, si sono interposte tra le due parti, permettendo ai militanti di FdI di proseguire le attività di volantinaggio [1]. Uno dei contestatori ha dichiarato: «Stiamo contestando voi che siete dei fascisti, qui non dovete starci. Questo è il quartiere più inclusivo e multietnico che c'è a Torino» [1].

Raffaele Marascio, consigliere di Fratelli d'Italia in Circoscrizione 4, ha definito l'episodio un tentativo antidemocratico di ostacolare un gazebo autorizzato, accusando i centri sociali di considerare i quartieri come «zone franche sotto il loro controllo» con il sostegno della sinistra cittadina [1][2][3]. Marascio ha inoltre parlato di un «problema di agibilità politica» per la destra a Torino, annunciando la volontà di proseguire la presenza del partito sul territorio [1].

L'assalto al gazebo di Futuro Nazionale in piazza Bottesini

Nello stesso giorno, sempre a Barriera di Milano, è stato preso di mira il gazebo di Futuro Nazionale in piazza Bottesini, dove il partito raccoglieva firme contro la costruzione, prevista per l'anno successivo, di una moschea in corso Novara. Il tavolo dei militanti è stato ribaltato e si sono verificati insulti, con l'intervento dei carabinieri [3].

Deborah Lamberti, consigliera di Futuro Nazionale in Circoscrizione 6, ha raccontato di essere stata accerchiata e minacciata dopo essersi accorta che una ragazza, anziché firmare, aveva scritto insulti sul foglio di raccolta firme [3]. Giampiero Aimo, referente del comitato 718 Torino nord, ha commentato l'episodio sostenendo che i contestatori fossero privi di argomentazioni e ricorressero sistematicamente all'accusa di «fascismo» [3]. Sul progetto della moschea era intervenuto due giorni prima anche Roberto Vannacci, in visita a Torino, annunciando la volontà di Futuro Nazionale di proseguire l'opposizione all'opera dopo che un ricorso era stato dichiarato inammissibile [3].

Articoli collegati: Contestazione del gazebo di Fratelli d'Italia a Barriera di Milano, Contestazioni ai gazebo di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale a Barriera di Milano (19 settembre 2026), Gazebo di Fratelli d'Italia contestato in Barriera di Milano (settembre 2026), Gazebo di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale contestati a Barriera di Milano (19 settembre 2026)

Fonti

  1. TorinoOggi — 2026-09-19
  2. CronacaQui Torino — 2026-09-19
  3. CronacaQui Torino — 2026-09-19

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